Era un freddo venerdì sera di marzo, il weekend stava per partire è come al solito il punto classico di ritrovo per i ragazzi di Crespadoro & dintorni era il famigerato “Bar Stella d’oro” ma da tutti conosciuto più semplicemente come “Trego”.

Tutto faceva presagire ad un classico venerdì sera passato al bar facendo quattro chiacchiere e sparando le solite quattro cazzate, ed infatti da Trego trovai, al solito orario, la combriccola di sempre più o meno tutti, tra loro quella sera c’era anche Luca Monchelato detto “Monche”, che sarà di molta importanza per il proseguimento poi della storia.
Bevuto il caffè di rito, decidemmo di andare su al secondo piano, nel salone, dove al tempo c’era il giochino delle freccette che andava per la maggiore.

Apro una piccola parentesi per spigarvi meglio: a dir la verità più che le freccette in sé, il passatempo che si faceva a quei tempi, era una specie di sfida tutti contro tutti dove chi perdeva doveva pagare il conto di tutti i “bianchetti” ordinati, per quello le freccette erano tanto in voga in quel periodo.

Ma torniamo a quella serata, che tra una competizione a freccette e una partitella a calcio balilla, procedeva normalmente finché, tra un discorso è l’altro, il Monche non salta fuori con l’idea che da lì in poi avrebbe provocato una serie di reazioni a catena che ci portano fino a questo preciso istante, con il sottoscritto che sta scrivendo questo articolo.

Ebbene si non ho esagerato nel scrivere quest’ultima frase perché quella trovata di Luca, fu la scintilla che fece nascere tutto, quella sera infatti lui mi disse: “Perché non creiamo una squadra di calcio formata, dal nostro gruppo, da iscrivere al torneo di luglio in Durlo?” (per chi non lo sapesse ogni anno da oltre vent’anni a Durlo, piccola frazione del comune di Crespadoro, viene organizzato un torneo di calcio a 7, è un competizione abbastanza famosa per la nostra zona), io subito gli risposi che l’idea era carina però bisognava creare una cosa che fosse epica; creare una di quelle squadre che se anche magari l’avremmo fatta solo per un anno avrebbe comunque lasciato il segno.

Ecco allora che a Monche saltò in testa di riproporre la leggendaria squadra dei “Real Mettifoghi” che negli anni in qui venne creata, divenne presto la squadra più forte della vallata. Ma parlando fra me e lui capimmo fin da subito che il progetto era troppo impegnativo da realizzare e poi noi dovevamo creare qualcosa di assolutamente nuovo, non potevamo andare a prendere nome e storia di una squadra che era già leggenda, così pensai al luogo dove di solito noi della nostra compagnia, andavamo a far festa e proposi di prendere in considerazione la contrada Meceneri meglio conosciuta dalle nostre parti come Mesenei è basta.

La cosa piacque a tutti, i Mesenei ci sembravano il luogo e il nome adatto per la nostra formazione calcistica, il nostro obiettivo era creare una squadra fra noi amici, iscriverci al torneo e cercare per quanto possibile di non sfigurare troppo!.
Il venerdì sera termino così, con questa nuova entusiasmante sfida da percorrere…

 
Domani verrà pubblicata la seconda parte dell’articolo con il completamento del racconto sulla fondazione dell’Atletico Mesenei, fin da ora però son ben accetti commenti sull’articolo.


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  • Davide

    Grande Mirchetto, siamo un gran bel gruppo!!! Atletico nella storia!!

  • mece

    Viva l’atletico mesenei!!!
    aspetto de leggere la seconda parte di questa leggendaria storia!